II^ DOMENICA DI PASQUA

Vangelo: Gv 20, 19-31

 

Opera: Gianni Grimaldi

gessetto e matita, aprile 2005

Alle tenebre si contrappone la luce,

all’ostilità la pace,

alle porte chiuse la presenza,

all’incredulità la fede.

Bisogna però entrare, con Tommaso

e lasciarsi trovare,

almeno al secondo tentativo

“otto giorni dopo…”

E bisogna familiarizzare con la parola nuova: “resurrezione”.

Ma come è possibile?

Non è forse una fuga dalla dura realtà?

Non è un chiudere gli occhi

sul fatto che Lui non c’è più?

Non è derisione di tanta sofferenza,

quella patita dal Maestro?

Si, è questo, ma molto, molto più.

Il segreto è nelle mani o forse neppure:

il segreto è nella rassicurazione

di quelle mani.

Solo ora, dando credito alla parola,

non c’è più bisogno di mettere le mani

nella ferita del costato  e in quella dei chiodi: ora basta Lui

“mio Signore e mio Dio”.

La fede.

commento:

 don Giuseppe Navoni