IV^ DOMENICA DI PASQUA

Vangelo: Gv 10 27-30

 

Opera: Guglielmo Clivati

tecnica mista, aprile 2007

Nel campo dell’umanità

si staglia una mano:

mano tenera,

come erba appena spuntata;

mano decisa,

come strada che si apre;

mano vitale,

come vene pulsanti.

Mano-gregge,

quello radunato

dal Pastore Grande

delle pecore.

Per questo

“Nessuno può rapirle

dalla mia mano…

e dalla mano del Padre mio”.

Dio tenero,

deciso,

fonte di vita,

colui che ha scritto

il nostro nome

sul palmo delle sue mani.

Ecco perché nessuno può rapirle.

In quelle mani c’è vita,

vita inchiodata alla croce.

Proprio lì dove c’è

il nostro nome.

 

commento:

 don Giuseppe Navoni